Febbre Neonato: ecco come comportarsi!
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Forse non tutti sanno che la febbre non è una vera e propria malattia, ma è piuttosto il sintomo di una naturale difesa del corpo che lotta per distruggere le infezioni causate da virus e batteri. Ci riferiamo ad una temperatura corporea superiore ai 37°C (se misurata per via ascellare), o superiore ai 37,5°C (se misurata per via rettale o orale) ma non a qualche linea di febbre come semplice conseguenza di sforzi fisici o della permanenza in un ambiente eccessivamente riscaldato.
Di febbre propriamente detta si inizia a parlare per temperature tra 38 e 39°C. La febbre sarà definita “alta” fra 39 e 40°C e “molto alta” tra 40 e 41°C.
La febbre lasciata agire, non sale all'infinito e quindi, non deve essere "curata" a tutti i costi, come si crede in genere, lasciandogli svolgere il suo ruolo difensivo. Solo se risulta troppo fastidiosa per il bambino allora diventa opportuno praticare delle spugnature di acqua tiepida o ricorrere agli antipiretici per abbassare la temperatura .
E' buona norma far bere molto il neonato per evitarne la disidratazione evitando gli eccitanti come tè o caffè, non coprirlo in maniera eccessiva per consentire al corpo di disperdere il calore, non costringerlo a mangiare o a stare a letto se ha ancora la forza per fare dei giochi moderati.
La somministrazione di farmaci si esegue sotto consiglio medico e ha come scopo quello di ridurre, non necessariamente eliminare, lo stato febbrile, fino ad un livello sopportabile per il bambino. Tra gli antipiretici si consiglia il paracetamolo, molto efficace e con pochi effetti collaterali.
Dovrete assolutamente consultare il pediatra se il vostro bambino ha meno di 3 mesi, se è molto irritabile, piange e si lamentain continuazione, se la febbre supera i 40°C, se scuote violentemente le braccia o le gambe ed è tutto rigido perché questo significa che ha delle convulsioni, o se lamenta un forte dolore alla pancia.
Tanti genitori che optano per una vista pediatrica si trovano davanti al dilemma? Meglio essere prudenti e far venire il pediatra a casa o basta vestire bene il bambino e portarlo in studio? In realtá un bambino con la febbre può tranquillamente uscire di casa. Sembrerá strano a dei genitori premurosi ma di fatto, far uscire il loro figlioletto febbricitante non sortirá nessun peggioramento, non lo esporrà ad una polmonite, ne aggraverá la sua malattia.
E’ proprio per questa ragione che il Sistema Sanitario Nazionale, nel contratto con i Pediatri convenzionati, dichiara espressamente che il medico deve compiere le visite domiciliari a sua discrezione e solo "in caso di intrasportabilità dell’ammalato" ma non specifica che questo avvenga in caso di febbre. In realtá la richiesta di visite domiciliari per bambini con febbre si propone continuamente, anche in temperature febbrili al di sotto di 39°C.
Quel che dovrebbe convincere i genitori a portare i loro figli in studio é la possibilità, ad esempio, di eseguire alcuni esami o somministrare eventuali terapie urgenti grazie alla presenza di apparecchiature più idonee per la diagnosi.
Un altro fattore determinante é la possibilità di recarsi allo studio nell’orario che si preferisce (per esempio dopo il lavoro), per far visitare il bambino quando é ben disposto e senza doverlo svegliare dal sonno o disturbarlo in un momento in cui appare particolarmente irritato.










