La terapia del massaggio per i nostri piccoli
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Massaggio infantile : dopo 9 lunghi mesi di attesa e preparazione la maggior parte dei genitori tira un sospiro di sollievo perché tutto è andato bene e il loro pargoletto è venuto al mondo sano e bello. La preoccupazione ora è tutta rivolta al piccolo e mamma e papà, nelle loro notti insonni, iniziano a chiedersi se riusciranno a risolvere l'enigma del pianto inconsolabile del loro figlioletto.
Innanzitutto occorre sapere che tutti i bambini piangono ma non necessariamente perché stanno male. Può trattarsi di naturali reazioni fisiologiche oppure dell'unico modo a loro disposizione per comunicare che non sono propriamente d'accordo con il “cambio di residenza” traumatico a cui sono stati sottoposti: mentre nell'utero materno si sentivano continuamente protetti e cullati dalla mamma, avvolti da una luce soffusa e da suoni ovattati e rassicuranti come il battito del cuore, ora si trovano in una realtà di luci fastidiose, rumori forti (tipo tutta la sacra famiglia attorno al suo lettino o un fratellino che gli grida nell'orecchio), pannolini che gli stringono le gambe, tutine che gli impediscono i movimenti...Insomma, i motivi per lamentarsi non mancano!
Se il pianto è dunque il modo in cui il piccolo esprime il suo disagio, il massaggio potrebbe essere una risposta efficace da parte dei genitori per far capire al piccolo che sono ancora lì accanto a lui, pronti ad offrire l'amore, la sicurezza e la tranquillità che gli servono per crescere.
Non a caso gli esperti raccomandano il massaggio infantile come uno dei sistemi più validi per coccolare e calmare velocemente il bambino e per favorire il contatto fisico tra mamma e neonato riproducendo in qualche modo le sensazioni rassicuranti simili a quelle provate nell’utero materno. Il contatto fisico, prodotto dal massaggio crea una sorta di continuità tra la vita intrauterina e quella esterna ripetendone i ritmi e i movimenti. Gli effetti benefici non tarderanno a manifestarsi: il bambino sarà senz'altro più sereno, avrà meno difficoltà ad addormentarsi e quasi sicuramente dormirà più a lungo. Il massaggio neonatale può servire inoltre a:
- ristabilire l’equilibrio emozionale con la mamma
- superare eventuali traumi affettivi
- migliorare la circolazione sanguigna e linfatica,
- favorire l’idratazione cutanea,
- prevenire o addirittura risolvere problemi come stitichezza, diarrea, coliche gassose, insonnia e irritabilità.
Quali sono le tecniche di massaggio nei bambini? Ecco le più diffuse:
Massaggio bioenergetico dolce: è basato sull’idea che il neonato apprenda attraverso la pelle che si comporta come il cervello grazie alla presenza sull’epidermide di milioni di terminazioni nervose che registrano tutto ciò che avviene all'esterno. La pelle funge da filtro rispetto al mondo poiché, se da un lato contiene e protegge, dall'altro permette scambi e contatti con gli altri. La tecnica del massaggio si applica quindi su tutto il corpo del bambino, dall' alto verso il basso e dal centro verso le estremità, attraverso 3 tipi di movimento: gli sfioramenti, prolungati e leggeri, con le dita delle mani leggermente divaricate, come a voler toccare tutta la superficie della pelle; i circoli effettuati con i polpastrelli di indice o medio o di tutte le dita a seconda della zona (si disegnano piccoli cerchi sull'area massaggiata); le vibrazioni, in cui oltre al movimento circolare delle mani si produce una piccola e leggera vibrazione tamburellando leggermente con le dita.
Il massaggio infantile AIMI: negli anni '70, dopo aver lavorato in un orfanotrofio in India, Vimala McClure fonda l'IAIMI (International Association of Infant Massage) e propone il massaggio come messaggio d'amore e attività piacevole e rilassante volta a sviluppare la giusta comunicazione e conoscenza tra mamma e bambino. Nelle principali città d’Italia è possibile seguire dei corsi Aimi in cui si apprendono le tecniche di questo tipo di massaggio. Solitamente vengono proposti 5 incontri, dedicati alle diverse sequenze: quella del massaggio generale, quella per le coliche, una specifica per il rilassamento, e alcuni esercizi che derivano dalla pratica yoga. Il massaggio AIMI nasce prendendo spunto dal massaggio tradizionale indiano ma attinge anche dalle sequenze del massaggio svedese elaborate da Per Henric Ling (1800), e dalle tecniche yoga e della riflessologia plantare.
Il massaggio shantala (massaggio tradizionale indiano): originario della regione del Kerala, nell’India meridionale, simile ai principi della medicina ayurvedica. In questa zona le madri insegnano alle figlie incinte le tecniche di tale massaggio come parte naturale della cura dei loro piccoli. I Anche per questa tecnica esistono in Italia dei corsi specifici. Il massaggio shantala va eseguito preferibilmente nei momenti più tranquilli della giornata cioè al mattino presto o all’ora del tramonto, al riparo dai rumori esterni usando olio di cocco per rinfrescare d’estate, o di senape per riscaldare d’inverno. É un massaggio da eseguire su tutto il corpo mettendo il bambino sdraiato a pancia in giù su una superficie morbida e confortevole oppure direttamente sulle gambe della mamma. Si attua strofinando i palmi delle mani aperte e fatte aderire bene alla cute del bambino. Nella tradizione indiana, il momento del massaggio si conclude con il bagnetto, per completare questo vero e proprio rituale di rilassamento.
In generale, per ogni tipo di massaggio, è utile seguire alcuni consigli:
Aspettiamo i momenti della giornata in cui il bimbo è a stomaco vuoto.
Iniziamo il massaggio parendo da un contatto visivo con il bimbo per infondergli sicurezza e tranquillità( per questo la posizione più indicata per il bambino è quella supina).
Prestiamo attenzione alla temperatura: il massaggio dovrebbe avvenire sulla pelle nuda e possibilmente senza pannolino, ragione per cui la camera in cui siamo dovrebbe essere ben riscaldata.
Evitiamo le distrazioni e concentriamoci su ciò che stiamo facendo, per trasmettere chiaramente al bimbo attraverso gesti e parole tutto l’amore e l’attenzione con cui rendiamo speciale questo momento di intimità tutto dedicato a lui. Mettiamoci in una posizione che sia comoda e che faciliti anche il nostro rilassamento, allontanando eventuali tensioni e rigidità che il piccolo avvertirebbe dal nostro tocco. Togliamo anelli, bracciali e orologi che potrebbero fargli male e scaldiamoci le mani prima di cominciare il massaggio.
Non esercitiamo pressioni o sfioramenti sulla colonna vertebrale: è una zona molto sensibile e il bambino potrebbe provare dolore o fastidio anziché rilassarsi. Se gli massaggiamo anche la testa è importante mantenere un tocco estremamente leggero e valutare se il piccolo gradisce o no i nostri gesti. Se mostra di provare fastidio o piange possiamo cercare di essere ancora più delicate nel tocco o passare ad altre parti del corpo.
Infine è necessario ricordare che nel massaggiare il piccolo il nostro umore può influenzarlo così come i nostri gesti possono avere su i lui effetti diversi: un tocco leggero e circolare serve a rilassare e a ristabilire l' armonia, mentre un tocco più intenso o con leggeri pizzichi provoca l’effetto contrario, e tende ad eccitare il bambino. Per questi motivi, sopratutto se il bambino è molto piccolo, occorre prestare molta attenzione alla reazione che manifesta durante il massaggio visto che anche un tocco che a noi può sembrare lieve potrebbe invece risultare uno stimolo troppo forte per lui. Nei primi mesi di vita è bene privilegiare il semplice contatto pelle a pelle o il massaggio spontaneo per non più di 15 minuti.










