Percentili di crescita: tutto quello che dovete sapere
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Percentili: tenendo presente che il percorso di crescita è comune, ma i tempi sono personali, quando un genitore deve ritenersi soddisfatto per la crescita del suo piccolo, o deve invece preoccuparsi se l’aumento del peso non è costante? Sono quesiti tipici di tutti i genitori ed è proprio per aiutarli a star tranquilli o a rilevare al più presto situazioni di emergenza che i ricercatori hanno elaborato i percentili. Lo sviluppo fisico di un bambino non avviene in modo aleatorio, ma segue le precise leggi genetiche che caratterizzano la specie umana.
Il cucciolo d’uomo cresce rispettando le tappe fondamentali dello sviluppo che sono simili in tutti i gruppi umani, pur nel rispetto dei geni ereditati dai genitori. Già al momento del concepimento, viene scritto il DNA personale di ogni singolo individuo, determinandone l’aspetto fisico, il peso e l’altezza che assumerà da adulto. Esistono però alcune variabili che possono modificare il percorso di crescita, come ad esempio l’alimentazione e lo stile di vita. Non esiste pertanto, un peso e un’ altezza ideale ma una zona ideale da individuare nelle curve dell’accrescimento ponderale e staturale.
Per controllare la crescita e giudicare se questa sta rispettando il percorso medio di crescita, bisogna pesare e misurare periodicamente il bambino .Nel primo anno di vita, il dato più significativo è quello del peso, mentre successivamente, diventa obbligatorio seguire le variazioni dell'altezza. Dopo il calo ponderale a cui si assiste alla nascita, (che si può considerare fisiologico se si mantiene entro il 10% del peso totale) il bambino in salute cresce di circa 200 grammi alla settimana per i primi 3 mesi.
Si può senz'altro dire che il neonato che cresce di almeno 150 grammi alla settimana o più, abbia una crescita corretta. In seguito, anche notando alcune differenze individuali, il bambino tende a raddoppiare il peso che aveva alla nascita verso i 5 mesi e a triplicarlo entro l'anno. Dopo un anno, ma soprattutto dopo i due anni, la statura è uno degli indici più attendibili per attestare una buona salute.
Come usare i Percentili
In modo convenzionale si riferisce la crescita fisica ad un certo percentile adattato alla popolazione di riferimento, i cui grafici vengono regolarmente aggiornati da commissioni di esperti ricercatori.
Si realizzano misurando il peso e l'altezza di migliaia di bambini di età differenti e poi dividendo i dati ottenuti in modo che una proporzione definita dei bambini campione venga a trovarsi al di sopra e al di sotto di un definito centile. Ciascun gruppo di bambini è diviso secondo alcune fasce che comprendono valori normali suddivisi in medi, minimi e massimi. In parole povere se diciamo che un bambino ha una statura che si colloca al 10° percentile, intendiamo che il 10% degli altri bambini appartenenti alla sua stessa popolazione di confronto è più basso di lui, mentre il 90% è più alto. Questo significa che, ad ogni età e per ogni misurazione, il novantacinquesimo centile comprenderà i bambini più grandi viso che solo 5 su 100 saranno più grandi di loro e i restanti 95 saranno più piccoli, mentre il quinto centile rappresenterà i bambini piccoli essendo i restanti 95 più grandi.
Le curve percentili illustrano invece gli aumenti di peso e di altezza nel tempo, sia per i bambini sia per le bambine, dal momento della nascita fino a 20 anni e nascono dal presupposto che tutti i bambini in salute tendono a crescere allo stesso ritmo, aumentando di quantità simili in periodi di tempo simili (anche se non propriamente identici). Per seguire il percorso di crescita del vostro bambino attraverso questi grafici, basta misurare precisamente il suo peso e la sua lunghezza alla nascita e poi, ogni due o tre mesi, aggiornare il peso e la lunghezza, cercando l'età in fondo al diagramma, poi l'altezza o il peso sul lato sinistro e segnando ulteriormente il punto dove i due dati convergono.
Idealmente, per un lungo periodo, la curva di vostro figlio non dovrebbe essere né più ripida, né più piatta di quelle riportate, ma nel caso in cui si discosti molto dalle altre sarà necessario riferire i dati al vostro medico curante. La crescita fisica di ogni individuo, non è un processo sempre uguale, ma avviene secondo un percorso abbastanza comune e si può tenere sotto controllo. Ci sono dei periodi della vita in cui si manifesta un maggior accrescimento, ad esempio il periodo detto puberale, e dei periodi "di rallentamento" in cui la crescita avviene ma con variazioni quasi impercettibili.
Il peso
Resta il dato più significativo comunicato al momento del parto perché rappresenta allo stesso tempo un punto di arrivo ma anche di partenza del benessere di un neonato. Attraverso i controlli ecografici è possibile al giorno d'oggi sorvegliare la crescita del feto già in gravidanza, verificare se il suo sviluppo procede in modo armonico e costante e prevedere anche la sua corporatura finale. Quando poi al momento della nascita, per la prima volta, il piccolo sarà effettivamente messo sulla bilancia, si fisserà la fine della fase intrauterina di crescita ma l'inizio della sua nuova, personale crescita.
Subito dopo il parto, il bambino può arrivare a perdere fino a un decimo del peso iniziale. Questo calo fisiologico è assolutamente normale poiché il bimbo mangia poco non essendo ancora molto abituato alla nuova forma di alimentazione, espelle i rifiuti che sono ancora presenti nell’intestino e perde liquidi traspirando attraverso la pelle. Dal terzo giorno però, tornerà a crescere recuperando il peso della nascita nei primi 10-15 giorni di vita.
Dai sei mesi a un anno: la crescita ponderale pur essendo costante si presenta più lenta rispetto ai primi sei mesi. L'aumento può oscillare dai 105 ai 140 grammi alla settimana. Al compimento del primo compleanno il bambino arriverà a pesare, in media, dai 9 ai 12 chili, ovvero tre volte il peso che aveva alla nascita.
Da uno ai cinque anni: l’aumento di peso si stabilizza fermandosi, in media, sui 2-2,5 chili all’anno.
Durante i primi tre mesi sarà sufficiente pesare il bambino ogni 7-10 giorni, in farmacia o dal dottore, cercando di usare la stessa bilancia, gli stessi indumenti e ripetendo l'operazione alla stessa ora. Dopo il terzo mese si effettua ogni 15 giorni e dopo il sesto ogni mese. In parallelo è necessario osservare il comportamento generale del bambino: se mangia, è tranquillo e dorme bene, non è il caso di preoccuparsi.
L’altezza
Per verificare se il vostro bambino cresce bene, il pediatra utilizza delle tabelle che si riferiscono al peso, alla statura e alla circonferenza cranica di maschietti e femminucce, suddivise in percentili. Lo scopo delle tabelle non è volto a far paragoni, ma piuttosto a individuare la fascia di valori normali in cui si trova vostro figlio.
Anche la statura, così come il peso, aumenta con un ritmo proprio. Esistono bambini più precoci, altri più lenti, quelli che si alzano centimetro dopo centimetro con un puntualità svizzera ed altri che si alzano all'improvviso come se gli fossero stati innaffiati i piedi. Di fatto si continua a crescere finché le cartilagini che si trovano lungo lo scheletro non si sono completamente calcificate, cosa che solitamente avviene alla fine dell’adolescenza.
Dalla nascita al primo anno: un neonato misura, in media, 50 centimetri. Nei primi dodici mesi di vita, il piccolo ha un ritmo di crescita molto variabile: può guadagnare ben 10 centimetri in due mesi e poi solo la metà nei due successivi. Fino a che non sarà in grado di stare in piedi, è utile misurarlo allungandolo delicatamente sul fasciatoio in un momento in cui è tranquillo, e segnando con una matita il limite dei piedini e della testa. Procedete poi a misurare la distanza tra i due segni. Al primo compleanno si sarà allungato in media di 25 centimetri.
Da uno ai cinque anni: la crescita in altezza segue un ritmo costante, guadagnando grosso modo 1 centimetro al mese. Ora che il bambino sta in piedi, potrete utilizzare i metri colorati da appendere al muro che risultano divertenti oppure potete appoggiarlo ben diritto allo stipite di una porta a segnare l’altezza.
Come usare le tabelle della crescita
L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha reso pubbliche le tabelle per valutare la crescita del vostro bambino. Son divise per maschi e femmine e sono relative all’aumento del peso e dell’altezza. Stampatele, e poi con un pennarello di colore diverso dalle linee medie di riferimento, segnate un punto sulle coordinate tempo/peso o tempo/altezza. Se decidete di verificare la crescita ogni mese, non vi resta che collegare i punti tra di loro: si creerà così la la linea di crescita del vostro bambino. Se la linea di crescita segue lo stesso andamento della linea verde (0) o resta tra le due linee arancione (+1 o –1), vuol dire che la crescita di vostro figlio rientra nei parametri della normalità.










